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Turismo: viaggi avventurosi per 108mila italiani

I viaggi avventura diventano sempre più un comparto importante nel settore turismo.

Italiani coraggiosi e desiderosi di uscire dalla routine, sono circa 108mila in questi giorni in vacanza all’estero o per passare Capodanno in cerca di avventura. Gli italiani non disdegnano le mete alternative, alcuni pronti al rischio. Circa uno su venti di quanti vanno all’estero sceglie mete meno conosciute tra quelle americane, asiatiche ed africane rispetto a quelle più tradizionali, in Paesi che da poco hanno aperto al turismo e in qualche caso a rischio. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su un sondaggio della Camera di Commercio di Milano realizzato attraverso Digicamere con metodo Cati su 805 cittadini di Milano, Roma e Napoli a dicembre 2009 e su dati Isnart – Unioncamere 2008 e 2009.
“Cresce la preferenza per mete poco consuete – ha dichiarato Luigi Maderna, presidente Fiavet Lombardia, Associazione regionale delle agenzie di viaggio aderente all’Unione del Commercio di Milano – il trend è aumentato negli ultimi cinque anni. Con una inclinazione per vacanze avventurose, alla scoperta di mondi lontani e diversi. In una realtà globale e ora aperta verso località prima poco raggiungibili si tratta di un atteggiamento diffuso. Certo rappresenta una scelta che a volte comporta problemi di sicurezza: per questo per le destinazioni più a rischio, anche per il terrorismo, è ancora più importante oggi affidarsi all’esperienza degli operatori del settore, tra tour operator e agenzie viaggi, piuttosto che scegliere la via del fai da te in autonomia”.


Prodotti tipici italiani: sei italiani su dieci rientrano dalle vacanze con cibo e vino come souvenir

Vacanze: sei italiani su dieci rientrano con cibo e vino come souvenir

Quasi sei italiani su dieci rientrano portando con se un prodotto alimentare tipico del luogo di vacanza che è stato il souvenir preferito dai turisti che hanno trascorso le ferie estive in Italia nel 2009. E’ quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it dal quale risulta peraltro che, nonostante la situazione di crisi, appena il 12 per cento dei vacanzieri ha rinunciato a qualsiasi tipo di ricordo della vacanza. Il prodotto alimentare caratteristico del territorio come vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve è stato il piu’ gettonato con il 58 per cento di preferenze, ma apprezzati sono stati anche i prodotti artigianali locali (ceramica, oggetto in legno, tessuto, ecc.) con il 25 per cento mentre in calo sono i ricordi piu’ commerciali come cartoline, gadget e magliette che sono stati acquistati solo dal 5 per cento dei turisti.

La tendenza a fare spese utili ha dunque favorito – sottolinea la Coldiretti – l’acquisto come ricordo nei luoghi di vacanza dei prodotti alimentari tipici da consumare al ritorno a casa con parenti e amici. Dalla mozzarella di bufala in Campania al formaggio Asiago in Veneto, dal pecorino della Sardegna al prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli, dal vino Barolo del Piemonte alla Fontina in Valle d’Aosta, dal limoncello campano al Caciocavallo del Molise – sottolinea la Coldiretti – sono alcuni dei souvenir più richiesti dai turisti per portare un ricordo “appetitoso” dei luoghi di vacanza.


Una tendenza in rapido sviluppo favorita – continua la Coldiretti – dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verificata nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, feste e sagre di ogni tipo.

Il turismo enogastronomico vale infatti – continua la Coldiretti – cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy che è l’unica nel mondo a poter offrire 182 denominazioni tutelate dall’Unione Europea e 4.471 specialita’ tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt). Specialità nostrane che – precisa la Coldiretti – possono essere acquistate nella grande varieta’ dei percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare le molteplici tipicita’ del territorio e, oltre ai diciottomila agriturismi, 60.700 tra frantoi, cantine, malghe e cascine dove comperare direttamente dai produttori senza intermediazioni.

La novità dell’estate 2009 è stato però l’apertura in molte città e località turistiche dei marcati degli agricoltori di campagna amica ( www.campagnamica.it ) organizzati dalla Coldiretti dove è possibile fare acquisti di prodotti genuini direttamente dal campo alla tavola alla tavola.

Il prodotto tipico locale piace anche agli stranieri come dimostra una ricerca dell’Istituto Piepoli-Leonardo-Ice nella quale si evidenzia che a mantenere vivo il ricordo dell’Italia per quasi uno straniero su due (45 per cento) sono proprio il cibo e il vino Made in Italy. Ad essere particolarmente attratti dalle specialità alimentari Made in Italy sono nell’ordine – conclude la Coldiretti – i cittadini svedesi (70 per cento) e americani (58 per cento), mentre il gradimento è più basso per quelli cinesi (31 per cento) e per i russi (28 per cento) che preferiscono i prodotti della moda.

Quale souvenir è il preferito nel luogo di vacanza? %

Un prodotto agroalimentare tipico, caratteristico del territorio 58

Un prodotto artigianale (ceramica, oggetto in legno, tessuto, ecc.) 25

Un ricordo commerciale (cartoline, gadget, maglietta, ecc.) 5

Niente, per risparmiare 12

Fonte: Sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it

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