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Contributo di soggiorno a Roma: dal primo gennaio si parte

“Dopo mesi di concertazione si è approvato definitivamente il regolamento e dal primo gennaio partirà il contributo di soggiorno“. Del via libera da parte dell’Assemblea Capitolina dà notizia il vicesindaco Mauro Cutrufo. “Un fatto epocale”, sottolinea Cutrufo: “per la prima volta gli ospiti della Capitale, che sono più di dodici milioni, lasceranno un contributo per aiutare a sostenere i servizi della città, anche a loro dedicati”.

Intanto il Campidoglio sta predisponendo il necessario per consentire agli albergatori romani di arrivare preparati al 1° gennaio: tutta la documentazione (delibera e moduli da scaricare) è nell pagine del sito di Roma Turismo.

Un sistema diffuso ovunque nel mondo, ricorda Cutrufo, che serve a migliorare i servizi e lo stesso turismo, a fronte di un’incidenza modesta sul singolo visitatore: da 4 a 6 euro per tre notti passate nella Capitale. In questo modo, prosegue il Vicesindaco, il turismo, che a Roma è “una ricchezza per oltre 250 mila addetti tra imprese e lavoratori, oggi lo diventa anche per tutti i cittadini romani”. Si calcola infatti che il contributo porterà nelle casse capitoline tra i 70 e gli 80 milioni, di cui il grosso andrà per sostenere la spesa corrente e il 5% sarà reinvestito in promozione turistica.

Cutrufo ha poi ricordato il percorso che ha condotto all’approvazione del contributo di soggiorno: legge n. 122/2010 (che lo ha introdotto); il 28 luglio 2010 ok del Consiglio Comunale (oggi Assemblea Capitolina) al contributo, “dopo un’ampia concertazione durata diversi mesi”; approvazione in Giunta del regolamento (circa venti giorni fa); esame dello stesso da parte delle commissioni competenti (Turismo e Bilancio); infine, il sì dell’Assemblea Capitolina.

Ora si farà esperienza, conclude Cutrufo, e le regole potranno essere migliorate se necessario. In sé, ribadisce il Vicesindaco, “un piccolo contributo per i costi dei servizi alla città appare opportuno”, considerato che “le grandi città d’arte come Roma, Firenze e Venezia hanno flussi di turismo talmente ampi da rappresentare il 30% dell’intero incoming italiano”; e che Roma, in particolare, “è visitata da un numero di turisti pari alla somma dei visitatori di Firenze e Venezia insieme”.