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Investimenti Turismo in Toscana

Investimenti Turismo in Toscana

Dopo la concertazione regionale con Province e Circondario di Empoli
42 milioni di euro per una Toscana che punta allo sviluppo
Selezionate 150 infrastrutture per integrare cultura, turismo, commercio

«Una operazione integrata tra cultura, turismo e commercio: dopo un percorso di concertazione articolata con le singole province e il circondario empolese, mettiamo a disposizione 42 milioni di euro per interventi, nei tre settori, che a loro volta attiveranno investimenti per una cifra più che doppia». Così l’assessore regionale alla cultura, turismo e commercio Paolo Cocchi ha presentato i progetti che, nelle prossime settimane dopo il perfezionamento delle procedure, saranno finanziati con fondi sia regionali che statali (Fondi Fas 2010 per le aree sottosviluppate) in base alla ripartizione e alle priorità stabilite con le province.

22 milioni sono destinati a progetti nell’ambito dei beni culturali, 17 milioni a infrastrutture per il turismo e il commercio e 3 milioni all’attuazione del “master plan” relativo alla via Francigena. “Una operazione che ha la stessa importanza dei Piuss e li integra, utilizzando le stesse modalità di coinvolgimento degli enti locali” – ha aggiunto Cocchi. Se i Piuss (Piani integrati sviluppo urbano sostenibile) finanziano grandi interventi nei centri urbani, «con questa nuova assegnazione di fondi viene costruita una rete capillare e diffusa di interventi sull’intero territorio regionale che aumentano qualità e gamma dell’offerta del prodotto Toscana».


Beni culturali
61 i progetti selezionati nell’ambito dei beni culturali con un contributo complessivo di 22 milioni per costi ammissibili globali che sfiorano i 51 milioni di euro. Erano stati presentati 144 progetti (per un totale di 113 milioni). Concluso l’iter, saranno finanziati restauri e recuperi funzionali di teatri, castelli, mura, chiese, scuole, fortilizie, ex discoteche, palazzi storici in modo da realizzare centro polifunzionali che ospiteranno biblioteche e musei, teatri e parchi archeologici, sale espositive e spazi multimediali

Turismo e commercio
Per le infrastrutture turistiche e commerciali sono stati presentati 230 progetti, di cui ne sono stati selezionati 86 con contributi che ammontano a circa 17 milioni, con un’attivazione di investimenti pari a 34 milioni. I progetti riguardano la realizzazione, l’adeguamento e la ristrutturazione di aree mercatali, arredi urbani per la riqualificazione dei centri commerciali naturali, poli espositivi e congressuali, nautica da diporto e balneazione, messa in sicurezza di impianti sciistici, valorizzazione dell’offerta termale, miglioramento della rete escursionistica toscana, uffici di informazione e accoglienza turistica, strutture ricettive extra-alberghiere. Nella scorsa primavera sono stati finanziati, sempre nell’ambito delle infrastrutture del turismo e del commercio, altri 88 progetti con contributi regionali pari a 19,5 milioni che hanno attivato 38 milioni di investimenti. Complessivamente sono dunque 174 nel 2009 i progetti per infrastrutture del turismo e del commercio a cui sono stati assegnati 36,5 milioni con un’attivazione di investimenti di più di 72 milioni.

Via Francigena
Sono inoltre previsti 3 milioni di finanziamenti per la migliore fruizione della Via Francigena secondo il “master plan” appositamente predisposto dalla Giunta regionale e finanziato sia con fondi del turismo che con fondi della cultura. Questi finanziamenti serviranno a realizzare e omogeneizzare segnaletica, arredo urbano, restauri e messa in sicurezza dei percorsi, attrezzature delle aree di sosta e punti di informazione.

 

 

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La Toscana si conferma meta preferita per il turismo

Secondo Agriturist (Confagricoltura), la Toscana si conferma meta preferita anche per il mare; molti stranieri in Sicilia e Sardegna. In giugno, italiani a – 5%; ancora poche le prenotazioni per luglio e agosto.

Attraverso l’analisi del movimento registrato dal portale internet www.agriturist.it , nei primi giorni di giugno, l’associazione Agriturist (Confagricoltura) delinea le scelte principali dei turisti che nella prossima estate saranno ospiti delle aziende agrituristiche italiane.

Per quanto riguarda la scelta geografica, le regioni più richieste dagli italiani, sono, nell’ordine: Toscana, Lazio, Lombardia, Sicilia e Liguria. Fra le province, preferenza per: Grosseto, Brescia, Siena, Verona, Ancona. Infine le zone: costa sud Grosseto, costa nord e sud Livorno, Chianti senese, Verona Lago di Garda. Evidente, dunque, il prevalente orientamento verso località balneari (mare e Lago di Garda) con la sola eccezione della vacanza di “relax verde” nel Chianti senese.


Diverse per priorità, e in alcuni casi per destinazione, le preferenze degli stranieri. Per quanto riguarda le regioni, gli inglesi andranno soprattutto in Toscana, Sicilia, Lombardia, Liguria e Sardegna; i tedeschi in Toscana, Sicilia, Sardegna, Piemonte e Trentino Alto Adige; i francesi in Toscana, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Sardegna. Più marcate le differenze nelle scelte per provincia, con gli inglesi orientati soprattutto verso Siena, Firenze, Brescia, Pisa e Lucca; i tedeschi verso Catania, Siena, Firenze, Oristano e Udine; e i francesi verso Firenze, Grosseto, Oristano, Perugia e Livorno.

 

 

 

Rispetto all’anno scorso, inevitabile passo indietro per l’Abruzzo, a causa del terremoto, quantunque la costa non ne sia stata interessata, e della Campania, che evidentemente subisce ancora gli effetti della crisi-rifiuti pur risalente all’estate scorsa.

Sempre da internet, indicazioni sulle principali ricerche “di servizio”: di gran lunga al primo posto le offerte a basso costo; seguono le passeggiate a cavallo, la piscina, il campeggio, l’accoglienza dei disabili e i ristoranti per celiaci.

Per il mese di giugno, Agriturist stima che ospiti dell’agriturismo saranno 380 mila per 1,1 milioni di presenze, con gli italiani in flessione del 5% e gli stranieri stabili rispetto allo scorso anno. In ritardo le prenotazioni per luglio e agosto che per molte aziende agrituristiche, specie del Mezzogiorno, rappresentano oltre il 50% del fatturato annuale.